Si svolge fino all'11 marzo presso i Musei Capitolini la mostra FESTE, DANZE E FURORI: DAL CORTEO DIONISIACO AL CARNEVALE. RECUPERI ARCHEOLOGICI DELLA GUARDIA DI FINANZA. Promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico - Sovraintendenza ai Beni Culturali e dal Comitato per il Carnevale Romano costituito in seno alla Commissione Cultura, la mostra affronta alcuni dei riti dell’Antica Roma di cui l’odierno Carnevale rappresenta l’indubbia evoluzione: i Saturnalia, i Baccanalia e, più in generale, le feste celebrate dai Romani. Dioniso o Bacco, le menadi, i satiri, le amazzoni sono i protagonisti di un percorso espositivo che, attraverso circa 20 reperti archeologici tra frammenti di affreschi, kylix, anfore e, più in generale vasi, tutti risalenti al periodo tra VI secolo a.C. e il I secolo d.C., racconta vicende centrali della cultura antica legata alle feste.
In occasione della IV edizione del Carnevale Romano, verrà esposto – per la prima volta in pubblico - un corpus di opere vascolari e manufatti di interesse archeologico recuperati attraverso la lunga e laboriosa attività investigativa del Gruppo Tutela del Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza, che agisce per la protezione del patrimonio artistico nazionale ed in particolare per la vigilanza delle aree archeologiche oggetto di scavi clandestini e nella repressione dei relativi traffici.
Si tratta di opere accumunate dal tema del rito dionisiaco, quale prodromo del moderno Carnevale: un’occasione per godere di capolavori del passato fino ad ora sconosciuti e che presto confluiranno nel sistema museale nazionale, definitivamente restituiti alla pubblica fruizione.
Il corpus di manufatti selezionato per l’esposizione proviene, nella quasi totalità, da sequestri giudiziari, ciò vale a dire che i gruppi di materiali derivano da nuclei collezionistici illecitamente detenuti o da raccolte archeologiche mai censite dalle autorità competenti ed in procinto di essere trafugate in territorio estero.
Si tratta in massima parte di opere vascolari sottoposte a confisca perché saccheggiate da necropoli arcaiche o da apparati sepolcrali gentilizi, tutti ascrivibili dal VII al IV secolo a.C.
La cura dell’esposizione è del Maggiore Massimo Rossi, Comandate del Gruppo Tutela del Patrimonio Archeologico della Guardia di Finanza, con Fabrizio Porcaroli.
La mostra, che sarà visitabile per tutta la durata del Carnevale Romano (dall’11 al 21 febbraio), si svolge ai Musei Capitolini fino all’11 marzo 2012 ed è accessibile con il biglietto d'ingresso del museo.
La Guardia di Finanza a tutela dell’Arte
La Guardia di Finanza, da sempre impegnata nell’attività di prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio culturale, opera con lo spiegamento di un consistente apparato di uomini e mezzi, sia a terra che in mare, in collaborazione con le competenti Soprintendenze, con gli Enti Pubblici a vario titolo interessati e con le altre Forze di Polizia.
In particolare, il Corpo, in virtù dei poteri derivatigli in campo tributario ed atteso che l’illecito traffico di beni storico-artistici sottende anche reati di evasione fiscale, esplica la propria attività spaziando da controlli di carattere prettamente amministrativo fino a quelli più propriamente aderenti ai compiti di tipo tributario, affidato a personale specializzato.
La componente aeronavale del Corpo offre un importante contributo sinergico nell’espletamento dell’attività di vigilanza nelle principali aree archeologiche marine e nel recupero di opere sommerse, attraverso l’impiego di militari sommozzatori.
L’attività svolta dalla Guardia di Finanza a tutela dell’Arte viene coordinata e monitorata a livello centralizzato dal Gruppo Tutela Patrimonio Archeologico del Nucleo Polizia Tributaria Roma.
Nel solo biennio 2010-2011, il diuturno impegno profuso nel comparto operativo ha consentito il recupero e la restituzione alla fruizione pubblica di 321.467 manufatti di interesse archeologico provenienti da scavo clandestino e di 86 dipinti trafugati; il sequestro di 141.956 opere contraffatte e la denuncia di 512 responsabili per violazioni di natura penale correlate allo specifico compendio, che rappresentano – in termini percentuali – un incremento di circa 50 punti rispetto al biennio precedente.
Biglietto d'ingresso secondo tariffazione vigente
