I famosi “Fochetti” erano fuochi pirotecnici che intorno all’ottocento venivano rappresentati nell’anfiteatro Corea che si elevava sulle rovine del Mausoleo di Augusto.
La loro particolarità era la staticità degli effetti. Non erano quindi fuochi aerei, ma fuochi che per creare scenografie pirotecniche partivano in perfetta simultaneità rispettando i canoni del fuoco d’artificio barocco, ma con inserti molto più colorati e variopinti.
Anche il famoso poeta Gioacchino Belli in una sua poesia intitolata “I Fochetti” ne parla decantandoli a tal punto, da reputarli ancora più belli dei fuochi d’artificio della Chinea che fino ad allora erano considerati dopo la Girandola una delle rappresentazioni pirotecniche più spettacolari eseguite a Roma.
La IX INVICTA ha pensato pertanto di adeguare questo particolare fuoco d’artificio alle terrazze del Pincio che per la sua struttura si avvicina molto ai canoni dettati dai “Fochetti”. Viene così ripristinata una pagina di storia ormai dimenticata nel tempo e che fa parte di un bagaglio culturale di una Roma in cui le feste e le tradizioni erano riferimento d’ingegno e di genialità degli artisti di quel periodo.
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